Famiglia ed educazione (seconda parte)


affection-1866868_1280Ricondurre l’educazione al suo valore originario. 

Iniziamo il nostro percorso alla riscoperta del valore originario dell’educazione partendo da due semplici e importanti constatazioni:

  1. «il primo soggetto educativo è la famiglia»;
  2. «il primo luogo in cui la persona umana costruisce i suoi fondamenti è la famiglia».

Dire «primo» significa due cose.

  1. Nessuno, sottolineo, nessun altro soggetto educativo può sostituire la famiglia nell’educazione, anche nel caso in cui la stessa famiglia accetti di essere sostituita. I genitori che, altresì, decidessero di lasciare ad altri il compito educativo dei propri figli, sottraendosi alla propria missione educativa, saranno i principali responsabili dei disagi cui andranno incontro i loro figli. La famiglia è insostituibile.
  2. Fino ad una certa età dello sviluppo della persona, qualunque altro soggetto educativo deve cooperare con la famiglia e mai prenderne il posto. Cosa significhi concretamente cooperazione, lo vedremo in seguito.

In ogni caso, se non partiamo da questo «primo», il tema educativo diventa pura illusione.

Due le difficoltà reali da sottolineare.

  1. La maggior parte delle famiglie, oggi, si trova in uno stato d’incertezza sociale e confusione culturale. Questo stato di cose, li porta a pensare (e ne sono convinte) che l’educazione dei figli sia un aspetto secondario. Le preoccupazioni (seppur in alcuni casi legittime) sono altre: la salute, il posto di lavoro, lo sport, la bellezza e così via.
  2. Altra difficoltà: «Oggi, è ancora possibile educare?».

Spesso sento dire che famiglia e società, si trovano nella condizione d’impossibilità a produrre un’azione educativa. In realtà, da un’attenta analisi, emerge il dato che l’impossibilità si presenta solo nei casi in cui, famiglia e società, non fanno nulla per applicare il «primo» di cui abbiamo parlato.
Altro aspetto che rende difficile l’educazione, è un certo scoraggiamento. Questo sentimento di sconfitta dinanzi a forze ritenute invincibili, quali: amicizie, internet, smartphone, ecc., è solo un inganno. Tale sfiducia non ha fondamento, perché dobbiamo renderci conto che nessuna cultura potrà mai sopprimere il desiderio di ogni persona che viene al mondo. Desiderio iscritto nel DNA che coincide con il bisogno di essere educati. Sganciati da questa verità, si rischia di orientarsi verso false forme educative. Inoltre, poiché mi rivolgo ai credenti, invito tutti i genitori che hanno celebrato il Sacramento del matrimonio nel Signore, a prendere coscienza che, da Gesù, hanno ricevuto il «carisma dell’educazione». Questo carisma significa che gli sposi cristiani ricevono (quindi possiedono) una speciale capacità di educare che possiamo definire: «potere educativo».

Detto questo, dobbiamo capire cosa significa «Educare una persona».

Immaginiamo di viaggiare in aereo. Improvvisamente siamo paracadutati fuori senza preavviso. Atterriamo su un’isola deserta. In quel momento, tutta la nostra ansia si sintetizza in tre domande: «Dove sono capitato? Come sarò accolto? Quanto dovrò restarci?».
L’esempio ci aiuta a capire la vicenda di ogni persona. Il bambino che viene al mondo, non è stato preavvisato. Dalla serenità del grembo materno si trova catapultato fuori, in un mondo sconosciuto. Quando ne avrà coscienza, si chiederà: «dove sono capitato? Come sarò accolto? Fino a quando dovrò rimanere?».
Ricondurre l’educazione al suo valore originario consiste nell’aiuto che diamo ai giovani, affinché riescano a rispondere a queste domande. In altre parole l’educatore, è chi introduce nella realtà. Una realtà non solo corporea ma soprattutto spirituale. Si tratta di una relazione molto profonda; questa relazione la chiamiamo «esperienza umana». Educare, allora, significa guidare la persona nella sua interazione spirituale con la realtà, ossia condurre la persona a vivere in modo umano la propria esperienza. Ora, poiché la persona non è frutto del caso e non esiste come elemento di un caos universale, ma vive di fronte a un «Altro» che gli è superiore ed ha un Volto personale, educare significa anche, soprattutto, guidare il giovane all’incontro con questo Volto.

Continua…

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Informazioni su donseb

Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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Una risposta a Famiglia ed educazione (seconda parte)

  1. Eufemia Carlucci ha detto:

    Molto interessante come sempre !

    Piace a 1 persona

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