Peccato e Riconciliazione (seconda parte)


technology-3243375_1920C’è un progetto
Dio ha un progetto e lo chiamiamo «creativo» (da creazione).

Nel momento in cui inizia la vita umana (all’interno del progetto), avviene ciò di cui abbiamo già parlato: Dio sceglie una creatura al vertice di tutto ciò che è creato. Una creatura superiore a tutti gli altri esseri. Questa superiorità risiede in un dato unico, la creatura porta in sé l’immagine e la somiglianza di Dio: «E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina lo creò» (Gn 1,27).

Cosa significa immagine e somiglianza di Dio?

L’immagine e la somiglianza risiede nella Trinità. Quali sono, nella Trinità, gli elementi essenziali? La potenza di Dio risiede nella sua relazione trinitaria e nella comunione. Tanto è vero che la scienza psicologica moderna l’ha capito, infatti giunge ad affermare che l’uomo è un essere in relazione. L’uomo non può essere un individuo, inteso come singolo ente in quanto distinto da altri della stessa specie. La parola individuo non è adatta a esprimere la persona umana. L’uomo non è individuo, perché non è un singolo (isolato) nel suo genere. Egli è persona, proprio in virtù della sua capacità di relazionarsi. Senza relazione la persona non può vivere. Dunque, l’uomo è un essere in relazione perché porta l’immagine di Colui che è «relazione».
Il nostro Dio, è un Dio trinitario e la sua potenza risiede nella relazione proprio perché non è uno e basta, ma è trino. Però questa relazione può essere di diversi tipi, può essere una relazione positiva o negativa. Qui subentra l’altro elemento che ci contraddistingue: la «somiglianza», cioè la «comunione». Se non c’è comunione, tra soggetti, la relazione non porta da nessuna parte. Anche due potenze nemiche hanno relazioni (diplomatiche) ma sono relazioni che possono portare alla distruzione, qualora non si raggiunga quel minimo di comunione negli intenti. Tornando a Dio, se fosse soltanto relazione la sua potenza rimarrebbe al suo interno, mentre è la comunione a far sì che la potenza fuoriesca e diventi generatrice. Ecco allora che Dio nel suo progetto ha scelto, fra tutte le creature, l’unico essere che porta, in sé, la sua immagine e la sua somiglianza. Si capisce allora, perché si tratta di un essere responsabile, perché è in grado di relazione e comunione. Questo lo renderà capace di dialogo: la «parola».
Non è un caso che solo l’essere umano parli. Si può dire che gli animali hanno il loro linguaggio, ma non sono capaci di dialogare. Nel linguaggio animale sono trasmessi degli istinti che vengono espressi attraverso dei suoni. L’uomo, no! Egli ha il dono della parola, perché è l’unico essere che porta, in sé, l’immagine la somiglianza di Dio e, per questo, è responsabile, cioè uno che risponde a un “Altro”.

Progetto creativo. Dunque, Dio sceglie colui che sta al vertice della creazione: l’uomo, «Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato» (Gn 2,8). Lo sceglie per se stesso, lo vuole per sé, lo vuole trasformare da qualcuno (creatura) a figlio suo. Infatti, nel progetto, inizio della sua storia, l’uomo non è ancora figlio.
La Bibbia, di questa relazione uomo-Dio, ci suggerisce una certa intimità: «Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno […] il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse» (Gn ,8-9). Dio, cerca l’uomo per dialogare con lui. Di cosa parlano? Nei versetti sopra riportati si tratta del giudizio di Dio dopo il peccato originale, ma si può senz’altro ipotizzare che il Signore comunichi con la sua creatura spesso e voglia rivelare, a colui scelto per rappresentarlo dinanzi al creato, il progetto creativo. Quando Dio parla, svela sempre qualcosa del suo progetto su te, sulla comunità, sulla famiglia, sui figli, sul mondo, su tua moglie su tuo marito: ci svela qualcosa. Cioè ci mette in condizione di capire, di approfondire quello che da soli non riusciremmo mai a comprendere. Quindi, Dio con l’uomo ci parlava, gli svelava, gli spiegava, tutto il suo progetto: «Guarda che bello il creato, l’ho fatto per te, ma per poterlo portare avanti conto su di te e tu devi fare in questo modo». Dio insegna all’uomo ad essere uomo, a rappresentarlo su tutte le creature. Però, ecco all’orizzonte, l’avvenimento che fa uscire l’uomo dal progetto creativo e lo pone al livello di decadenza e corruzione, privandolo della grazia preternaturale. L’uomo da una posizione privilegiata viene posto in una situazione di semi abbandono e deve costruire un’altra storia, la sua. Dunque, non più il progetto creativo, ma una storia umana che, per mezzo degli interventi che Dio disporrà in favore dell’umanità, diverrà «Storia della Salvezza»; vedi schema sotto.IMG_20180320_0001_NEW

 

…Continua.

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Informazioni su donseb

Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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