Rapporti sessuali prima del matrimonio?


pexels-photo-2540691.jpeg«Fare sesso prima del matrimonio è peccato? Il mio ragazzo ed io abbiamo avuto di queste relazioni e non mi sembra di aver offeso nessuno. Inoltre, da più voci sento dire che i rapporti prematrimoniali aiutano i futuri sposi a conoscersi ed armonizzare meglio. Tuttavia, quando rifletto con calma ho dei dubbi e mi sento confusa sul fatto che, in fondo, sia una cosa buona».

 Nella risposta ho rivisitato e ampliato un articolo di P. Miguel Angel Fuentes, I.V.E.

 Rispondo con il seguente brano che prendo testualmente dal libro del gesuita Padre Jorge Loring dal titolo Per salvarti: «C’è chi dice che le esperienze sessuali prima del matrimonio hanno la loro convenienza. Si afferma che conviene abituarsi prima delle nozze. Questo è falso! Le relazioni sessuali prematrimoniali, non sono necessarie, non sono convenienti e non sono lecite. Anzi, a livello di fede, sono proibite da Dio».
Il famoso Neuropsichiatra spagnolo López Ibor afferma: «Le relazioni sessuali prematrimoniali non sono affatto necessarie per la futura armonia matrimoniale».1
Se questo tipo di esperienze fossero buone, Dio non le avrebbe proibite e se le ha proibite, è perché non sono buone, né necessarie.
La cosa più naturale sarebbe che i coniugi imparassero l’uso della sessualità, dopo le nozze, a poco a poco. Infatti, non c’è alcuna necessità nel precipitarsi, anzi non è nemmeno conveniente. E poi, tranquilli! Nessun problema se all’inizio non tutto riesce alla perfezione. Piuttosto, a dire il vero, in molte coppie sposate se uno dei due sin dal primo giorno dimostra molta esperienza, rischia di suscitare una cattiva impressione nell’altro.

Un’affermazione frequente recita così: «Ci amiamo e ci sposeremo, se ancora non siamo sposati è solo un fatto di circostanze. Dunque, perché non possiamo fare ciò che il nostro amore richiede?». La risposta è semplice. Intanto, fondamentalmente, on è assolutamente vero che l’amore richieda, “sempre” l’esercizio della sessualità. Il tema, poi, rientra nella questione sacramentale: «Non si può esercitare l’uso della sessualità, perché manca il sacramento che dà diritto all’uso del corpo, cioè il matrimonio».
Faccio un esempio. Come uomo chiamato al ministero sacerdotale, anch’io, prima di essere ordinato sacerdote, desideravo celebrare la Messa: però non potevo farlo! Questo, perché non avevo ricevuto il sacramento che mi conferiva la facoltà di farlo. Se avessi celebrato la Messa prima dell’Ordine, sarebbe stata un’azione illecita e la Messa invalida. Poi, c’è da aggiungere questo: se, tra non sposati, l’atto sessuale non è lecito, non sono leciti neanche gli atti che conducono ad esso. Per questo chi non è sposato deve evitare tutte quelle azioni che portano ad eccitare l’apparato genitale.

Certo, nel contesto super erotizzato in cui viviamo, ove la cultura continua ad affermare la “necessaria liberazione”, molti giovani sono spinti al disordine sessuale con dannose conseguenze per loro stessi. C’è poi, chi assegna un valore dispregiativo al dominio di sé, affermando che non bisogna reprimersi sessualmente.
Non possiamo accettare questo concetto, poiché dominare gli istinti è una caratteristica specifica dell’uomo. Infatti, quanto più ci dominiamo, tanto più mostriamo la nostra umanità. Quanto meno lo facciamo, tanto più dimostriamo la nostra animalità. Trasformare l’uomo in animale, significa degradarlo. Ciononostante, oggi, c’è anche chi presenta come naturale ogni tipo di eccesso sessuale, attaccando l’etichetta dispregiativa di “repressione sessuale” al dominio sulla sessualità. Tutto questo viene giustificato con l’affermazione che reprimersi sessualmente è innaturale ed è causa di mali per la salute. Questa è una menzogna! Anzi, è vero proprio il contrario. La storia conferma che «la decadenza sessuale, è stata preludio a una generale degenerazione sociale insieme a gravi attentati alla libertà e alla giustizia. Che dire poi, delle epidemie di malattie a trasmissione sessuale?».2 Qui subentra, poi, il tema della coscienza. Tra la gente c’è chi afferma che il bene e il male dipende dalla coscienza di ciascun individuo, ma questo è assolutamente falso! Tutti abbiamo il dovere di adeguare la nostra coscienza alla verità oggettiva, sia in ambito morale che in altri ambiti.

Facciamo questo ragionamento. Pensiamo alla matematica e al valore dei numeri; pensiamo alla formula chimica dell’acqua; al valore fisso del “pì greco”, alla distanza della terra dalla luna, ecc. Tutte queste cose, non sono quello che pare e piace alla mia coscienza, ma sono ciò che, obiettivamente, esse sono in se stesse. Questo è quello che definiamo «verità oggettiva». Trasferendo il ragionamento alla coscienza umana possiamo dire che non basta essere sinceri per essere nella verità oggettiva; si può anche essere sinceramente in torto. In altre parole, posso essere sinceramente convinto che i rapporti prematrimoniali siano giusti, ma se mi confronto con la verità oggettiva, mi accorgo di essere sinceramente in torto. Il pensiero soggettivo, dunque, dev’essere in pieno accordo con la verità oggettiva.

C’è chi afferma che la libertà sessuale rende più maturi i giovani, ma anche questa è una menzogna. Anzi, al contrario, li animalizza rendendoli schiavi della sensualità. Dice Tony Anatrella, affermatissimo psicanalista e Professore di Psicologia Clinica negli USA: «Le esperienze sessuali non facilitano affatto la maturità sessuale, al contrario, frequentemente la ritardano».3
Vi è poi un altro grande problema che molti giovani non conoscono: le esperienze sessuali prematrimoniali causano frustrazioni psicologiche. Infatti, un giovane può essere maturo fisiologicamente nei suoi organi genitali, ma si può dire che allo stesso tempo sia maturo psicologicamente? Il sesso abbisogna di un completamento psicologico, per l’esercizio naturale in condizioni naturali. L’attività sessuale prematura, invece, ritarda la maturità affettiva e questo segna – a volte irrimediabilmente – il futuro dei giovani. Inoltre, è provato che le esperienze sessuali precoci impediscono lo sviluppo di quella virilità e femminilità vera, falsando la coscienza sessuale e l’amore.

In conclusione, ridurre il sesso e, soprattutto, l’amore a pura genitalità significa impoverire l’uomo e svilire il grande sentimento che lo contraddistingue dagli altri esseri, cioè l’amore.
Un noto specialista in sessuologia, il Dottor Gregorio Marañón, affermava che il maschio donnaiolo è un “femminoide“.4 Questo significa che mentre la maturità maschile rende l’uomo monogamico – uomo di una sola donna – il donnaiolo è colui che non ha raggiunto il culmine della sua virilità; peggio ancora se è “play-boy” – aggiunge il Dottor José Botella – poiché in questo caso si trasforma in bimbo-giocattolo delle donne.
Circa l’affermazione sulla convenienza delle relazioni prematrimoniali, occorre dire che sono inutili. Infatti, contrariamente a quanto pensano in molti, esse non garantiscono il buon esito del matrimonio. Questo, perché il matrimonio è molto di più che sola armonia sessuale. Lo prova il fatto che la maggioranza dei coniugi, con alle spalle matrimoni falliti, rivolgendosi allo psichiatra hanno affermato di aver avuto frequenti relazioni sessuali prima di sposarsi.
In una trasmissione radiofonica spagnola dal titolo: “Noi protagonisti”, il Dottor Carlos Soler, del Tribunale per le cause di Divorzio di Barcellona affermò quanto segue: «La maggior parte dei coniugi i cui matrimoni sono falliti,5 una volta giunti in tribunale, per sciogliere il legame matrimoniale, nell’interrogatorio, hanno ammesso di aver praticato il sesso prima di sposarsi ritenendo che esso servisse a vincolare la loro relazione in modo più stretto. Tuttavia, hanno ammesso che, dopo il matrimonio, l’atto sessuale non è stato affatto utile a tenere unito il vincolo».6
Continuando sulla stessa linea, uno studio condotto da sociologi dell’Università del Wisconsin (USA), su un campione di 13.000 individui di entrambi i sessi, ha rivelato questo: «le coppie che hanno avuto relazioni sessuali prematrimoniali, una volta sposati, sono giunte al fallimento della loro relazione in percentuale 80 a 10 in confronto a coppie che, prima del matrimonio, non hanno avuto relazioni di tipo sessuale».

Dove inserire, poi, il problema della cultura mediatica. Anche se nei film – ed è una caratteristica della fiction – vediamo continuamente coppie che fanno sesso senza alcun problema, nella vita reale non è affatto così. Anzi, la cosa crea altro che problemi, problemoni. Ad esempio nelle fiction non c’è nessun riferimento alle malattie a trasmissione sessuale, né al fatto che le donne possano rimanere incinte. Nella realtà è diverso. In molte coppie, la donna che non vuole restare incinta, evita con diversi stratagemmi le relazioni sessuali, creando anche incomprensioni nel rapporto col marito, da cui partono attriti e contrasti che finiscono per mettere in crisi il matrimonio. Nei giovani, invece, c’è una sorta d’ingenuità. Essi sono convinti che, nei loro rapporti sessuali, la possibilità di concepire sia molto remota. Ovviamente, è una stupidaggine, basta vedere le statistiche di minorenni che abortiscono per rendersene conto.
Inoltre, il tema della gravidanza, in chi ha esperienze sessuali prematrimoniali, crea moltissime inibizioni. La paura di restare incinte, il conseguente rimorso, producono inibizioni che trasformano l’atto sessuale in qualcosa di totalmente differente. Dal massimo dono che si realizza, per amore, nel matrimonio – compreso il fatto che esso nel matrimonio diventa un atto di virtù: «L’allegria della serenità della coscienza sublima la felicità degli atti umani»7 –, si passa a un atto prematrimoniale, pieno di ansia e angoscia. ***

La morale cattolica, tradizionalmente, ha riconosciuto il periodo di fidanzamento come una condizione speciale in cui si legittimano certi comportamenti che al di fuori di una prospettiva matrimoniale sono da considerarsi disordinati. Ad ogni modo, l’uso della sessualità genitale è considerato sempre come un diritto esclusivo degli sposi, è un «uso matrimoniale». Per questo, l’uso deliberato della facoltà generativa è proibito ai non sposati: «L’uso della funzione sessuale, ha la sua rettitudine morale solo nel matrimonio legittimo», affermò il Concilio Vaticano II. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, afferma: «L’atto sessuale deve aver luogo esclusivamente nel matrimonio; fuori di esso, costituisce sempre un peccato grave, ed esclude dalla comunione sacramentale».8
L’uso dei genitali è un diritto esclusivo di chi è sposato, perché solo in questo caso si può rispondere alle responsabilità che l’uso porta con sé. Per questo, trasformare la sessualità in gioco, è un atto gravemente immorale e significa degradare la missione più sublime dell’uomo.
Ciò che riempie il cuore dell’uomo è l’amore. Pensiamo a quale grande abisso esiste tra ciò che offre una donna che vende il proprio corpo e quello che dona la sposa amata! Per questo, la sessualità senza amore non può essere soddisfacente. Infatti, l’esperienza dimostra che l’unione sessuale fuggevole e molto meno soddisfacente di quella realizzata da una coppia stabile che si ama. La libertà sessuale, l’unione episodica, al principio può essere (in certo senso) gratificante, ma alla lunga lascia l’anima triste. Anche per questo, coloro che passano “da corpo a corpo”, cercando la pura soddisfazione epidermica, finiscono per essere stufi di tutto; persone senza più alcun desiderio; stanchi di vivere; incapaci di amare e rassegnati a non incontrare quella felicità duratura che ogni persona sogna.
La continenza nel fidanzamento, è uno splendido cammino di maturazione. È molto importante, per la felicità del matrimonio, dimostrare concretamente che la necessità di possedersi mutuamente resta subordinata alla presenza dell’amore. Se, poi, si afferma che, poiché si ama una persona non si può prescindere dall’uso del corpo, esistono seri motivi per chiedersi se, nel rapporto, il predominio appartiene all’affetto o al sesso. Chi non è capace di amare nella continenza, da motivi di dubitare che sia in grado di farlo nell’incontro matrimoniale. Dire, poi, come spesso succede: «Se mi ami devi concedermi il tuo corpo», è una sottile forma di ricatto, perché la sollecitazione sessuale non è amore. Se una coppia vuole usare l’atto sessuale per sapere se si ama, bisognerà insegnare loro: «Che aver bisogno di questa prova d’amore significa proprio: mancanza di amore».
L’essere umano è una persona non una cosa. L’amore integra il rispetto alla persona, altrimenti non è amore anche se ci sono manifestazioni erotiche. Infatti, l’amore non consiste nell’eccitazione dei sensi.
L’autentico amore non si dirige solo al corpo, ma a tutta la persona. Ridurre l’amore a piacere genitale significa degradarlo. L’amore è innanzitutto, unione di anime e cuori. Il sesso può entrare nell’amore, ma non è l’essenziale e neanche la cosa più importante. Non sono la stessa cosa, l’avidità erotica e l’amore personale. Soddisfare un istinto o amare donandosi a una persona.

Desiderare di saziare una pulsione istintiva, con una persona, vuol dire strumentalizzarla, non amarla. Chi si lascia schiavizzare dall’appetito sessuale si degrada, si avvilisce, finisce per rendersi incapace di amare. A forza di strumentalizzare l’altro, cercando solo la propria egoistica soddisfazione, si finisce per non riuscire ad amare nessuno, neanche si trattasse di una persona eccezionale della quale si desidererebbe innamorarsi con tutta l’anima. La difficoltà nasce dal fatto che il cuore è diventato arido. Le avventure sessuali di cui ha goduto, un cuore arido, l’hanno reso incapace di una maggiore felicità naturale che, nel mondo, è l’amore coniugale e i figli che danno alla persona una speranza per la vita. Per cui, la sete di piacere sessuale lascia delusi e questa delusione va minando la psicologia producendo una noia per la vita che giunge fino a perdere l’illusione di vivere. Eppure, c’è sempre qualcuno che per giustificare la propria condotta, afferma che il sesso è una cosa naturale e che lo fanno tutte le coppie che si amano. Che il sesso sia naturale nella natura umana e che tanti lo fanno, può essere un dato di fatto, ma questo non fa di esso la verità. Le coppie che si amano, specie se sono cattoliche, non fanno sesso, prima di sposarsi. D’altra parte, lo fanno molte coppie che non si amano e lo fanno per appetito e per vizio. Ma la felicità dell’uomo non può ridursi a piacevoli sensazioni corporali che sono iscritte nell’ordine animale.

Lo specifico dell’uomo, è la sua parte spirituale in conseguenza della quale, l’uomo, gioisce e soffre. Se ti schiaffeggiano in mezzo alla strada, ti fa più male l’umiliazione che lo schiaffo produce, piuttosto che il dolore sulla guancia. Così l’amore spirituale dà molta più felicità all’uomo che il godimento di sensazioni corporali.
Non sono affatto la stessa cosa piacere e felicità. Il dottor Rodríguez Delgado, Neurobiologo – da 22 anni Professore all’Università statunitense di Yale e dal 1972 a capo del Dipartimento di ricerca Ramón y Cajal, che dirige il Centro di Studi Neurobiologici – afferma che piacere e felicità non sono la stessa cosa. Il piacere sta nei sensi, ma è qualcosa in comune con gli animali, mentre la felicità è qualcosa di molto differente. Il piacere è una gioia sensibile; la felicità un godimento spirituale. Il piacere è un godimento a livello animale; la felicità è un godimento a livello umano, e all’essere umano non può bastare la sola parte inferiore (animale). Così si può essere molto felici prescindendo del godimento fisico, come si può godere di molti piaceri fisici, ma sentire un gran vuoto nell’anima.
La persona umana non può prescindere dal suo essere spirituale per essere felice; l’amore vero eleva l’uomo, mentre la sessualità senza amore lo degrada. In questo sono d’accordo tutti quelli che non hanno interesse a forzare la sessualità umana.

Erich Fromm che ha analizzato scientificamente – forse come nessuno al nostro tempo – la problematica, afferma: «Fatti clinici, ovvi, mostrano che uomini e donne che dedicano la propria vita alla soddisfazione sessuale senza restrizioni, non sono felici, e spesso soffrono gravi sintomi e conflitti neurologici».
Ossessionati dalla propaganda pornografica, nell’uomo, si danno casi di autentici maniaci sessuali, che nel proprio desiderio di sperimentare nuove e maggiori sensazioni di piacere, giungono ad aberrazioni tali come fare sesso in tre (o più) simultaneamente. Questo dimostra una totale assenza di amore, sostituendolo con il godimento epidermico, ma l’amore non è epidermide. Impossibile che possa realizzarsi nella vita, chi degrada l’essenza dell’uomo: l’uomo non si realizza degradandosi.
Ci sono anche casi di adulti lussuriosi e malvagi che godono nel pervertire gli adolescenti insegnando loro, e incoraggiandoli, a pratiche lussuriose. I giovani che si lasciano ingannare, è facile che un giorno piangeranno nel vedersi schiavizzati da un vizio che li ossessiona. Quanto, invece, più felici e tranquilli vivono coloro che si trovano liberi da questa ossessione! Purtroppo, è frequente trovare giovani che hanno vissuto così velocemente che hanno consumato la propria vita e sono giunti ad essere vecchi prima ancora di diventare giovani. Vivono senza illusioni per nulla, perché già hanno provato tutto e tutto gli dà noia, li stanca. Vivono tristi, in preda all’alcolismo e alla droga. Sazi di tutto, finiti aridi per mancanza di spiritualità.

Le esperienze sessuali precoci, abbiamo detto, sono illegittime. Bisogna aggiungere che impediscono all’adolescente di maturare nella sua normale personalità psicologica, etica e sociale, infettandola di materialismo scettico ed edonismo irresponsabile. Lo stesso Freud riconosce che la libertà sessuale (dissolutezza sessuale), è la morte dell’amore: «La libertà sessuale illimitata non conduce a migliori risultati. Non costa nulla verificare che il valore psichico della necessità sessuale cala dal momento in cui la soddisfazione risulta facile. Affinché la libido cresca c’è bisogno di ostacoli… nelle epoche in cui la soddisfazione amorosa non ha incontrato difficoltà, l’amore ha perso ogni valore e c’è stato bisogno di forti reazioni per ristabilire i valori affettivi indispensabili. Da questo punto di vista è necessario affermare che l’ascetismo cristiano ha creato per l’amore tutto un insieme di valori psichici che l’antichità pagana non aveva saputo conferirgli».9
Purtroppo la psicanalisi non fu ben assimilata e trascinò molti alla sfrenatezza sessuale. Si confuse l’auto-dominio e la castità con “repressione”, così, volendo evitare i pericoli della castità e cercando di liberarsi da vecchi tabù, l’uomo moderno cadde in una maggiore dissolutezza. Non dobbiamo lasciarci intimorire da quelli che confondono virilità con animalità. Il valore dell’uomo si misura dal carattere e dalla forza di volontà, non dall’istinto sessuale, come avviene in un allevamento di stalloni.
Lo specialista in questioni sessuali, dottor D. Gregorio Marañón, ebbe l’opportunità di denunciare pubblicamente un fatto: «È necessario dire ai giovani – e siano i medici a dirlo, non i preti – che la castità non solo non pregiudica la salute, ma è anche un risparmio di energie per una maggior vitalità futura; la condizione dell’uomo non si misura per la finezza con cui esegue l’atto sessuale. Al contrario, se c’è una virtù specifica di questa condizione umana, è la virtù della rinuncia».10 L’autocontrollo, la forza di volontà, il sapersi dominare sono caratteristiche dell’uomo. Non riuscire a dominarsi è tipico dell’animale. L’animale segue invariabilmente il più forte dei suoi stimoli cosa che attirano il suo istinto. Al contrario, l’uomo può dominare il suo istinto con la volontà. Colui che fa solo ciò che brama, agisce come un’animale. Colui che fa ciò che deve fare – lo desideri oppure no – agisce da persona umana. Tanto l’uomo è persona umana, quanto più si domina. Quanto meno si domina, tanto più è animale. Per questo, aggiunge Alexis Carrel, Premio Nobel di Medicina: «I santi sono state persone fortemente sessuate».11
Innegabile, dunque, il bisogno di una vera virilità per vincere l’istinto, piuttosto che per lasciarsi guidare da esso. Sul tema il Dottor Marañón aggiunge che il desiderio del donnaiolo-femminoide è quello di conquistare le donne per ostentare la propria virilità. Avendo il complesso d’inferiorità maschile, vuole compensare la propria auto-coscienza mascolina carente, con conquiste femminili per dimostrare, a se stesso e agli altri, che egli è veramente un uomo. In questo modo centrando tutto su se stesso, perde interesse per la donna conquistata e ricerca nuove conquiste che suppongano nuovi successi. La stessa cosa succede ad alcune donne che si mostrano frivole, stuzzicanti e seducenti, per convincere se stesse che sono in grado di suscitare attrazione negli uomini. Quando qualcuno cade nella seduzione e cerca il contatto fisico, la donna gli dà lo stop. Spesso frasi come: «Con chi credi di aver a che fare con una qualunque? Io sono una donna dignitosa!», sono la naturale conclusione del “gioco”. Per queste donne, è sufficiente dimostrare a se stessa di essere desiderabile; spessissimo non si vuole ottenere di più. In entrambi i casi, però, si «usa» l’altra persona per affermare se stessi.
Su altri versanti, si sente dire spesso che l’uomo non può controllare le sue passioni e pertanto deve sfogarle. Tuttavia, questo, oltre che essere una sciocchezza, è un insulto a Dio che ci ha creati intelligenti e razionali. Se Dio ci comanda di reprimere la lussuria, vuol dire che è possibile farlo, altrimenti, se comandasse cose impossibili, sarebbe un dio crudele. Sant’Agostino dice: «Dio non comanda l’impossibile, ma ciò che si è in grado di fare. Se pensi di non farcela, domanda a Lui ciò che non puoi e Lui ti aiuterà affinché tu riesca in ciò che devi fare».12

Importanti Congressi internazionali di medicina, hanno dimostrato che la castità non solo è possibile, ma è anche un bene per la salute. Di risposta alcuni dicono che la masturbazione e la libertà sessuale sono buone, ma questo è affermato da coloro per i quali il sesso è un prodotto di consumo. La loro concezione edonistica della vita, è completamente fuori dalla legge di Dio, il quale non può vietare ciò che è bene, né comandare ciò che è male. Per questo la maggior parte degli psicologi sostengono che l’auto-controllo, motivato da un ideale, è utile per la maturazione della persona umana. E poi, nessuno si è mai ammalato per il fatto di essere casto. Mentre invece ci sono molte malattie causate dalla lussuria. La prova risiede nel fatto che nessun medico ha mai messo sulla propria porta un cartello che indica: “Specialista in malattie della castità”. Mentre molti medici hanno una targa alla porta che dice: “Specialista in malattie veneree a trasmissione sessuale”, a conferma del fatto che non ci sono malattie causate dalla castità.
Il Dottor Surbled ha affermato: «I mali della lussuria sono noti e indiscutibili, mentre i mali della castità sono ipotesi solo immaginarie. Lo prova il fatto che molti lavori scientifici e molti volumi sono stati dedicati ad esporre i mali della lussuria, mentre storicamente non è mai esistito un rapporto scientifico che tratti di malattie dovute alla castità». Aggiunge il Dottor Juan José López Ibor, Professore di Psichiatria alla Facoltà di Medicina dell’Università di Madrid e membro dell’Accademia Reale di Medicina, nonché Presidente della Federazione Mondiale di Psichiatria: «Dopo trent’anni di esperienza medica, posso dire che non sono a conoscenza di nessun caso di nevrosi la cui causa è il controllo della sessualità. Ci può essere il casi di un nevrotico casti, ma non significa che la castità sia causa della nevrosi. Ad esempio, anche un uomo casto può essere colpito dal cancro, ma non possiamo dire che la causa del cancro sia la castità».13
Kraff-Ebing, nel suo libro “Psicopatologia sessuale”, scrive: «Molti uomini, in piena salute e di buona costituzione, possono frenare le proprie passione senza neanche il minimo risentimento per questa continenza». Ciò che occorre affermare con forza, è il fatto che si può accettare e vivere la castità volontariamente e con naturalezza. La castità volontariamente accettata per un’ideale non è una repressione ma un dominio di sé (autocontrollo) e l’autocontrollo è necessario per la formazione della volontà. La mia personale opinione, frutto di una lunga esperienza, è questa: “Una continenza liberamente accettata non avrà alcuna conseguenza dannosa per la gioventù”. Non è intelligente eccitare l’istinto sessuale con l’immaginazione, desideri, tatto, ecc., e poi pretendere di frenare il processo fisiologico. Arrestare la fiamma sprigionata in un fascio di paglia, dopo aver acceso il fuoco è difficile. Più utile sarebbe non accenderlo. Per questo, se fin dall’inizio si pongono i mezzi per evitare questa pulsione, il dominio dell’istinto sessuale, può essere una cosa naturale che non presenta problemi. Per questo la morale cattolica insegna ad allontanare i pericoli di eccitazione sessuale.

In una conferenza, un equipe di medici francesi ha ultimamente affermato la falsità nel dire che l’esercizio della sessualità sia essenziale per la salute e l’equilibrio umano. Semmai, è veramente necessario che i meccanismi psicologici funzionino normalmente, integrando armoniosamente l’istinto sessuale nell’insieme della personalità. Pertanto, dire che il dominio della sessualità produce nevrosi, è una fesseria, istigata da pornocrati che fanno affari sfruttando l’appetito sessuale delle persone. Lo prova il fatto che migliaia e migliaia di uomini e donne che hanno consacrato la verginità a Dio vivono con grande pace, felicità e salute del corpo e della mente.
Quando c’è dominio dell’istinto sessuale, sublimato dall’ideale del servizio a Dio nel compimento della sua volontà, allora nella castità, non solo non c’è niente di dannoso, ma c’è un arricchimento della persona umana. Lo prova il gran numero di persone fisicamente e mentalmente molto sane che hanno conservato la castità secondo l’ideale cristiano.

Abbiamo detto che la persona si realizza nell’amore, ma non necessariamente nell’amore sessuale. Mentre sacrificare l’aspetto sessuale dell’amore umano, non risulta una repressione quando è sublimata dal desiderio di vivere un grande ideale. Per realizzarsi come persona, non è il sesso la cosa più importante. La persona umana ha dei valori spirituali, ideali e sogni ben oltre superiori alle soddisfazioni di tipo sessuale, ma i pornocrati che fanno un grande business con la pornografia, hanno lanciato una campagna di ridicolizzazione della morale cattolica, appiccicando l’etichetta peggiorativa di “represso” a chiunque tende a padroneggiare il proprio appetito sessuale. Tuttavia, ancora molti medici consigliano il dominio della sessualità. Al Secondo Congresso Generale della profilassi sanitaria internazionale celebrato a Bruxelles, 102 membri medici specializzati in questo settore, provenienti da tutto il mondo, hanno votato all’unanimità la seguente dichiarazione: «Dobbiamo, soprattutto, insegnare alla gioventù maschile che la castità e la continenza non solo non sono dannose, ma queste, che possiamo definire virtù, sono le più raccomandabili dal punto di vista puramente medico». Di conseguenza bisogna considerare erronea l’opinione, abbastanza diffusa tra i profani, e talvolta tra i medici, secondo cui il mancato esercizio di attività sessuale porterebbe ad un indebolimento progressivo della capacità generativa. Anche dal punto di vista neuropsichico la continenza sessuale non causa alcun danno in un soggetto in buona salute, soprattutto se deriva da un orientamento ideologico che si traduce in concreto con la castità della vita e del pensiero.

Nell’uomo che conserva la castità, gli ormoni prodotti dalle secrezioni ghiandolari sono riassorbite dall’organismo per il quale sono di grande beneficio. Qualora il corpo non ne avesse bisogno fuoriescono all’estero, in modo naturale e fisiologico, in quella che è detta “polluzione notturna” che si verifica durante il sonno e che essendo un atto involontario, moralmente non può ascriversi come un peccato.14

Infine, il sesso prematrimoniale è proibito dalla legge divina, perché l’atto sessuale deve restare aperto alla vita, e il figlio (frutto dell’amore di una coppia), ha maggiori possibilità di una sana maturazione psicologica, vivendo la propria vita in una casa e una famiglia propria (ambiente utile e fondamentale per una sana educazione della prole).
Purtroppo, secondo Armando Palacio Valdés – scrittore e critico letterario spagnolo – «quando il cuore vuole una cosa, l’intelletto inventa una teoria». Quando si desidera qualcosa, è molto facile trovare ragioni per giustificare le proprie azioni e finirà che questa mia fatica nell’esposizione non servirà a cambiare molte idee. Tuttavia, di fronte alle ragioni di coloro che vogliono giustificare le relazioni sessuali prematrimoniali, c’è la Parola di Dio nella Scrittura che dice: «Il corpo non è per la fornicazione» (1Cor 6,13). «Fuggite la fornicazione» (1Cor 6,18). «Astenetevi dalla fornicazione» (At 15,29). «Questa è la volontà di Dio, che voi vi asteniate dalla fornicazione» (Ts 4,3). «I fornicatori non entreranno nel regno dei cieli» (1Cor 6,9 e ss.). «Dio condanna i fornicatori e gli adulteri» (Eb 13,4). In tutte queste citazioni, il termine «fornicazione», significa proprio l’unione sessuale tra un uomo e una donna al di fuori del matrimonio.

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  1. Siamo Protagonisti: trasmissione della RNS (Radio Nazionale Spagnola), del 13 novembre l981, ore 11.30.
  2. Rafael Perez Gomez, Problemi morali dell’umana esistenza. Ed. Insegnare, Madrid 1981, Vol. 4°, § 7 di pag. 4.
  3. Anatrella Tony, Sesso dimenticato, IIIa, Ed. Sal Terrae, Santander 1994, pag. 5.
  4. Il termine femminoide, indica il maschio che non ha una chiara identità sessuale e che, quindi, ricorre a continue relazioni con l’atro sesso per dimostrare a se stesso di essere virile. Tuttavia, a livello psicologico, questo è un circolo vizioso, poiché, più ha relazioni e meno maschio si sente.
  5. Nella stessa trasmissione, il Dottor Soler faceva notare come negli ultimi anni sia aumentato il numero delle separazione di coppie sposate da meno di un anno.
  6. Siamo Protagonisti: trasmissione della RNS (Radio Nazionale Spagnola), del 13 novembre l981, ore 11.30.
  7. Lo psicologo universitario, Barnaba Tierno, afferma: «Molte coppie pensano che, poiché hanno rapporti sessuali più o meno soddisfacenti, già sono preparati al matrimonio. Questo è un grande errore. Le condizioni interne ed esterne, prima del matrimonio sono molto differenti da quelle che si verificano al suo interno».
  8. CCC, n ° 2390.
  9. Sigmund Freud, La vie sexuelle. Paris 1969, pag. 63.
  10. Gregorio Marañón, Vocazione e etica. Madrid 1936, pag. 173.
  11. Alexis Carrel, Il mistero dell’uomo, IV, 7. Ed Iberia, Barcellona, 1952.
  12. S. Agostino: De natura et gratia. C. XLIII, N. 50. Migne, Patrologia Latina, 44, 271.
  13. Salvador Paniker: Conversazioni a Madrid, IV. Ed. Kairos, Barcellona, 1969.
  14. Ciò che avviene durante il sonno infatti non è materia di peccato.
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Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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