Il fidanzamento, è tempo di grazia


Cari giovani al momento di scegliere il/la fidanzato/a non basta solo l’innamoramento, occorre anche un’alta dose di buon senso. 

Fidanzati: è possibile riuscire a capire quale sia la scelta giusta?
Incontrare l’uomo e la donna “perfetti”, su questa terra non è possibile. Tuttavia, è possibile aggiungere, al cuore, una goccia di buon senso, affinché la scelta non sia dettata dalla superficialità.
Certo non c’è una formula magistrale per la scelta giusta. Nondimeno, è una questione fondamentale che va affrontata con serietà – e per tempo –, per non trovarsi (dopo il matrimonio) a dover fare i conti con i problemi dovuti a un eventuale fallimento.
Per la riuscita di un buon matrimonio, occorre iniziare a lavorare, su se stessi e sul rapporto di coppia, sin dal fidanzamento che la Dottrina cattolica definisce «tempo di grazia». Lavorare sodo, significa costruire la propria e altrui felicità.
Ciò che conta – al momento della scelta della persona, con cui si spera di poter condividere il resto della propria vita –, sono le «buone ragioni». Infatti, nel fidanzamento, lasciarsi condurre dal colpo di fulmine e dal cieco innamoramento non sembra essere l’atteggiamento più sensato. Anzi, seguire questo sentimentalismo, spesso conduce al fallimento.
In questo breve articolo, offrirò alcuni spunti di riflessione per i fidanzati. Se queste proposte saranno meditate e praticate, diventeranno un investimento ad alto tasso di rendimento per il futuro.

Progetto di vita
Prima di prendere qualsiasi decisione, meglio soffermarsi un momento a pensare se i vostri progetti di vita coincidono realmente. Vale la pena chiedersi e dialogare su questi temi.

  • Pensate le stesse cose sul matrimonio e la famiglia?
  • Siete entrambi d’accordo che la famiglia ha priorità su tutto o vi lasciate ossessionare dal lavoro, magari dedicando il 100% del vostro tempo alla professione?

Questi o altri argomenti segneranno il cammino del vostro futuro matrimonio, perciò bisogna chiarirli prima di dare il passo definitivo verso l’altare. Anche il numero dei figli che vi piacerebbe avere e la loro educazione, sono temi importanti. Se a uno dei due piacerebbe una famiglia numerosa, ma l’altro/a è di quelli/e che preferiscono non collaborare alla crescita demografica, può darsi che dopo le nozze non ci sia più nessun tipo di soluzione. Si capisce, allora, quanto sia importante affrontare il tema della famiglia che si desidera formare. Datemi retta, tra gli argomenti fate entrare anche un bel chiarimento sul concetto di sessualità che avete e il modo in cui desiderate viverla.

Ogni cosa al suo posto
Divergenze su un qualsiasi punto fondamentale che riguarda il matrimonio e la famiglia potrebbero creare un autentico abisso nella vostra futura relazione. Una casa senza bambini; un marito che non dà importanza all’educazione dei figli; una sposa troppo centrata sulla professione che dà le spalle alla casa. A prima vista, possono sembrare situazioni da serie TV più che di vita reale, invece (nella maggior parte delle famiglie), sono problemi che si producono in pratica tutti i giorni.
Un altro punto fermo da tenere in considerazione, perché importantissimo, è la fede della persona che state scegliendo. Il tipo di fede (e il modo di viverla), è intimamente relazionata a questioni tanto importanti quali il ruolo nell’educazione dei figli, la fedeltà, l’indissolubilità del matrimonio, la famiglia, il lavoro, i soldi, i figli, ecc. Pertanto, accertatevi che nella vostra relazione non ci siano dissonanze in proposito.
Ricordate che la fedeltà ha il suo ruolo imprescindibile. Se la fedeltà, è solo un dettaglio senza importanza, le possibilità di finire in tre (o più), dove si deve stare in due, sono tanto maggiori quanto meno si crede in Dio. Vale la pena pensarci prima delle nozze, eviterete così di trovarvi in mezzo a un’autentica battaglia campale.
L’educazione dei figli. Se una persona non è decisa a impegnarsi in un’autentica educazione cristiana dei figli, sta piantando il seme di discordie future.

Un/una grande coniuge
Nella scelta del/della futuro/a coniuge, acquista grande importanza la sua generosità. Non solo con le cose, ma anche con il proprio tempo. Scoprirlo non è difficile, c’è sempre un segnale in ogni relazione.
Un ragazzo impegnato che si dedica agli altri ed è attento a chi lo circonda, avrà sicuramente le carte in regola per convertirsi, in futuro, in padre di famiglia, eccellente e marito sempre disposto a dare il meglio di sé. Attenzione, però, non confondete mai generosità con spreco: sono due concetti diversi. Una persona può invitare due giorni su tre i propri amici, fare piccoli o grandi regali, senza però essere capace di dedicare il suo tempo a chi veramente ha bisogno di lui, cioè, la famiglia.
Occorre valutare anche quale spirito di lavoro possiede il/la futuro/a coniuge. Il prototipo di “fidanzato comodo“, per non dire approssimativo, potrebbe rendervi la vita impossibile una volta sposati. Attenti a non cadere nella falsa idea che la famiglia possa costruirsi più in là, è solo pura follia. Dopo sposati, certe cose non si aggiustano più.

L’impegno nel matrimonio è importante
Sin dal fidanzamento imparate che il matrimonio implica un impegno come una società al 50%. Entrambi devono mettere la propria parte, senza ozio né stanchezza. Abituatevi fin da ora a quest’idea.

Differenze culturali
Oggigiorno, le distanze socioculturali si sono ridotte e le differenze non sembrano essere un grande problema. Non è così, riguardo alla formazione di una famiglia stabile e unita.
Prima di giungere all’altare conviene analizzare anche quest’aspetto della relazione, al fine di scoprire se potrà diventare un problema dopo il matrimonio. Certo, in una relazione dovrebbero pesare aspetti quali, affinità di progetti di vita, fede, comunicazione e rispetto. Tuttavia, le differenze culturali possono diventare un muro insormontabile. Poi, se tutto è chiaro nel fidanzamento e funziona bene, nazionalità e colore della pelle non dovrebbero divenire un ostacolo, ma intanto fate uno sforzo e valutate ogni cosa.

La suocera?
Sembra una battuta e fa sorridere, eppure questo tema ricopre grande importanza nella coppia. Perché non parlare prima anche di questo? In fin dei conti dovete essere coscienti che con il matrimonio acquistate un’altra famiglia con le sue qualità e i suoi difetti. In generale, un dialogo in questo senso, se impostato con un po’ di tatto, raggiunge il suo effetto almeno nei casi di “mammitis” meno acuta.

Moglie /marito, madre /padre o amici?
Come in tutte le cose occorre equilibrio, perciò nessuna di queste categorie, se presa nella sua individualità, può essere l’obiettivo di una coppia. È consigliabile almeno una sintesi tra le tre categorie. Inoltre, chiariamo subito una cosa: un giorno sarete marito e moglie. Evitate di trasformarvi in altro. Cerco di farvi capire cosa intendo attraverso questo ragionamento. Nel Vangelo a Gesù si chiede un giudizio sul ripudio. Egli riprende le parole della Genesi affermando che: «Il Creatore, fin da principio, creò l’uomo maschio e femmina, benedicendone l’unione. Poi comandò che l’uomo (leggi, maschio e femmina, n.d.a.) lasciasse il padre e la madre e unendosi alla moglie con lei divenisse una sola carne» (Cfr. Mt 19, 5-6). Questo brano è interpretato da più parti come la costituzione di un nuovo nucleo familiare. Tuttavia, con riferimento a vari problemi di relazione nelle coppie, consiglio di assumere anche quest’altra interpretazione: «lasciare padre e madre riferito a una forma caratteriale presente e insidiosa per la coppia». Per questo, il fidanzamento, è tempo di grazia divina in cui formare anche il carattere sponsale. Conoscersi e formarsi, per non trasformarsi, poi, in madre/padre per lui/lei. Ricordate anche questo, il ruolo di padre e madre sono esclusivi nel rapporto con i figli. Convertirsi in madre o padre e dimenticarsi del ruolo importante di essere moglie e marito, sarà un buon inizio per la fine di un matrimonio.
Per ultimo, se un domani sarete marito e moglie, ricordatevi che vi sarete scelti per reciproco amore, ciò comporta una relazione di parità di diritti e doveri. La condivisione di lacrime e gioie, vacanze e lavoro, amore e incomprensioni, decisioni o svago. Essere veramente una coppia porta a condividere la vita.

Queste non sono ragioni…
Può accadere che, in qualche momento, si ricevano delle pressioni da parte di persone esterne al vostro rapporto. Può avvenire che vi sentiate obbligati da qualche ragione nel momento di prendere la decisione di convolare verso le nozze.
Questioni come, pena per l’altro: «vi siete accorti che non provate più alcun moto d’amore nei suoi confronti (può capitare se si scopre che l’altro/a non è fedele, sincero, onesto). Fermatevi, prendete tempo, non sposatevi».
La preferenza dei genitori: «Ma a noi lui/lei piace tanto! Questo non significa niente. Non basate le vostre decisioni sui loro gusti. In fin dei conti chi dovrà convivere ventiquattro ore al giorno con lui/lei siete voi. Se oggi quest’amore non è già possibile, sarà difficile che lo sia domani».
Un fidanzamento tanto lungo e ora non andate per niente d’accordo: «Come faccio, ora non lo/la posso lasciare; come faccio a dirglielo?». Pensieri come: «Poveraccio, si ritroverà solo; Che cosa dirà di lei la gente?». Queste, come altre cose del genere, non sono buone ragioni per legarsi definitivamente e per sempre, a un’altra persona. Prima di prendere una decisione, cercate di essere sicuri dei vostri sentimenti. Solo così sarete capaci di trovare la soluzione più giusta. Ricordate, a volte la fuga in avanti, è peggio della ritirata per tempo. Considerate che, nella storia, ci sono stati generali che ritirandosi in tempo hanno poi vinto la battaglia.

L’amore
In modo sintetico ho cercato di presentarvi molte cose, per stimolarvi a trovarne altre. Una cosa, però, manca tra gli aspetti da considerare, è la più importante: l’amore. Quello con le lettere maiuscole, quello serio! Amare l’altro/a, così come egli/ella è, senza immaginazioni, senza riflettere se stessi. Se esiste qualche aspetto che credete necessario riconsiderare, per essere certi che l’amore coincida fra voi, diventa imprescindibile rammendare gli strappi prima delle nozze. Credere che la gente dopo il matrimonio metta la testa a posto, è falso. Dopo il «sì, lo voglio» sarà tardi per tornare indietro.

Riflessioni e consigli per fidanzati intelligenti
Parlate pure di frivolezze, del film che vi piacerebbe vedere, ecc., ma anche di cose più profonde. Chiarire i dubbi prima del “sì”, senza che ovviamente ciò si converta in ossessione, è fondamentale per il vostro futuro.
Il mutuo rispetto è il principio di base su cui impostare ogni relazione. Se il rispetto, nella vostra relazione non esiste, c’è da rivedere quel possibile matrimonio e se non si riesce a risolvere il problema quanto prima, non c’è niente da rivedere: lasciatevi!
Non isolatevi mai dagli amici, però dedicate anche il giusto tempo per uscire da soli, in questo modo vi conoscerete meglio.
Quando siete da soli, a parte progettare il cinema o la cena, riservatevi del tempo semplicemente per parlare, parlare, parlare e ancora parlare. Davanti a una bibita e patatine, in un parco o in una caffetteria, ma parlate!
Se una persona che vi conosce e vi vuol bene, vi fa notare (con rispetto) che qualcosa non va nel vostro rapporto di coppia, non vi chiudete a riccio, ma ascoltate serenamente le sue ragioni, anche se poi sarete solo voi a prendere la decisione.
La famosa “prova d’amore” prima del matrimonio! Eh, mannaggia, mannaggia! Chi ci cade è proprio cretino/a. Si tratta dell’invenzione più subdola che la cultura contemporanea sia riuscita a trasmettere ai giovani. Si provano le scarpe, i jeans, prima di comprarli. L’amore non è una cosa, ma una persona con la sua dignità da rispettare. Se vi amate davvero la relazione fisica, ne sarà il completamento, ma solo dopo aver consacrato il vostro rapporto. La verginità, purtroppo tanto bistrattata oggi, è una potente lente d’ingrandimento che fa capire chi si ha davanti e il tipo di rispetto che ha per noi.
Un’idea divertente e interessante: immaginatevi fra 10/20 anni e soffermatevi a pensare sul perché lei/lui vi piace tanto. Se vi viene in mente il suo profumo, il suo essere macho, probabilmente state insieme per equivoco. Se, invece, pensate alla sua personalità, al suo modo di essere, la delicatezza verso chi gli sta intorno, l’onestà con cui vi ama, la fedeltà. Allora, la vostra relazione sta andando per il verso giusto.

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Informazioni su donseb

Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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