Quale differenza tra la preghiera mentale e quella vocale?


praying-man-1916846_1920Quello che voglio subito sottolineare è questo: Non c’è opposizione tra la preghiera orale e quella mentale. Si tratta di due espressioni integrative della risposta che diamo a Dio quando desidera dialogare con noi.
Per quanto riguarda la preghiera orale. Essa è autentica se coinvolge la mente e il cuore, in tal senso, è basilare che a monte, sia compresa la dimensione mentale.
Il valore della preghiera fatta in questo modo ci premette di dialogare con Dio anche attraverso il coinvolgimento dei nostri sensi che, normalmente, dovrebbe favorire, non certo ostacolare, la concentrazione e la partecipazione della mente.
La necessità di coinvolgere i sensi alla preghiera mentale è un’esigenza della natura umana. Siamo corpo, anima e spirito, quindi sentiamo il bisogno di esprimere anche esteriormente i nostri sentimenti.
Personalmente trovo un solo vantaggio nella preghiera orale ed è questo: Permettere a più persone di pregare insieme favorendo la fusione e la comunione dei cuori. Ciò, normalmente, avviene nella liturgia, ma può compiersi anche attraverso devozioni tradizionali come il Rosario.
Detto questo, vi sono senza dubbio forme di preghiera che sono necessariamente solo mentali come la meditazione, in particolare della Parola di Dio, la contemplazione, l’adorazione silenziosa davanti all’Eucaristia.
Insomma, ripeto, non si possono opporre le due forme di preghiera, ma a ciascuna bisogna riconoscere la capacità di coinvolgimento della mente e del cuore.
Con la sua Parola Dio parla a noi e la nostra preghiera prende corpo mediante parole, mentali o vocali. Però, non dimentichiamo, la cosa più importante è la presenza del nostro cuore a colui al quale parliamo nella preghiera. Diceva San Giovanni Crisostomo: «Che la nostra preghiera sia ascoltata dipende non dalla quantità delle parole, ma dal fervore delle nostre anime».

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Informazioni su donseb

Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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