Chiesa povera non impoverita. Papa Francesco e i rischi del pauperismo


9788864092430_0_0_300_80Agli inizi del suo pontificato, si è parlato di Papa Francesco come di un “ciclone”.
Molti attribuiscono a questo appellativo un senso negativo, riferito al fatto che il ciclone è un evento metereologico violento. Altri sperano che abbia la stessa energia del ciclone, per cambiare le cose che non vanno nella Chiesa. Nell’uno e nell’atro caso, penso non sia il miglior appellativo per un Papa. Tuttavia, qualcosa sta cambiando sulla scia dei suoi messaggi e insegnamenti.
Già la scelta del nome è un fatto nuovo, come anche il desiderio di una Chiesa povera.
La bellezza di questo libro sta nel saper mettere in evidenza che la Chiesa può, e in qualche ambito deve, essere povera, evitando, però, d’impoverirsi. Il rischio di ridurre la Chiesa nella condizione di povertà radicata, diffusa e a buon mercato, è quello di mortificare la bellezza della Chiesa stessa che, alla fine, è l’unica ricchezza dei poveri.
Sono tutte condivisibili le scelte di Papa Francesco? È questa la domanda che ricorre in tutto il libro, pur con tutto il rispetto e la venerazione verso il Santo Padre, le cui buone intenzioni e la cui buona fede sono comunque fuori discussione.

Autore Francesco Cupello, Ed. Fede & Cultura.

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Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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