Cristiani o Pagani? (…terza parte)


dscf0089«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5).

Un essere umano che riceve il Battesimo diventa «cristiano». Bella scoperta!
Sì, ma non tutti sanno che col divenire cristiani si partecipa della vita divina di Cristo. Ancora meno, son sicuro, sono coloro che sanno che la vita divina è legata ai tre munus (funzioni, dignità) del Signore Gesù: sacerdozio, regalità e profezia?
Ignorando questa realtà, non siamo in grado di agire da credenti. Perciò è fondamentale capire il significato del nostro Battesimo, nel quale ognuno deve agire da figlio di Dio. Per capire in che modo avvenga questa operazione, partiamo dalla visione che San Paolo ci offre della persona umana. Egli afferma che l’interezza della persona è formata da: «corpo, anima e spirito» (cf. 1Tes 5,23).
La visibilità dell’essere umano è la sua interezza, ed essa si esprime nell’agire. Ad esempio: sappiamo che il corpo agisce supportato dai cinque sensi. Questo sostegno è così importante che la persona umana, priva dei sensi non può vivere. Anche l’anima, però, e lo spirito umano, per operare hanno bisogno – oltre al corpo e i suoi sensi – di facoltà proprie.
Le facoltà di base dell’anima sono: memoria, intelligenza e volontà. Un uomo che non dispone di queste attitudini, non è in grado di conoscere la realtà che lo circonda. Di conseguenza, sarà incapace di compiere scelte, di desiderare la propria felicità, di crescere, di amare.
Riguardo allo spirito, bisogna fare la distinzione tra spirito umano, caratteristica di ogni singolo uomo e spirito divino, esclusiva dei battezzati.
Il primo, è – in qualche modo – il motore della vita. Potremmo determinarlo anche con la parola «carattere» della persona. Di questo la scienza ci ha dato moltissime informazioni, anche se non definitive. L’altro, invece, lo spirito divino è quasi del tutto sconosciuto.
Nell’atto del Battesimo avviene un meraviglioso scambio. Gesù Cristo assume nella sua natura umana lo spirito dell’uomo e in cambio dona il suo di Spirito, che è Santo. Per sua potenza, lo Spirito Santo c’inserisce nella vita di Cristo. Questo lo spiega bene l’apostolo Paolo quando afferma: «Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (cf. 2Cor 5,17).
La conseguenza dello scambio, dunque, è che ciascun cristiano, per la potenza dello Spirito Santo, partecipa della stessa vita divina di Gesù Cristo.
Rispondendo al fariseo Nicodemo, Gesù dice: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito» (Gv 3,5-6). Dunque, col Battesimo, l’uomo entra nella condizione di una «vita nuova»; diventa cristiano. Egli non è un pagano restaurato, ma una creatura nuova, una creatura divinizzata. Quello che è impossibile ai non battezzati e ai pagani, diventa privilegio dei cristiani, i quali (per grazia) diventano «figli» di Dio, non per creazione (come tutta l’umanità), ma per adozione. In altre parole col Battesimo si entra a far della stessa famiglia di Dio.
Con questo cambiamento (che è ontologico) la vita umana non si esprime più soltanto attraverso i sensi, ma è trasformata dallo Spirito Santo, affinché abbia una sua propria azione di tipo spirituale. Avviene, cioè, il passaggio da un’attività umana – tipica di tutte le persone – a una vera e propria azione divina, privilegio dei battezzati.
Quali sono, dunque i cambiamenti che lo Spirito Santo opera nel cristiano?
Nel Battesimo, essenzialmente sono tre. Egli trasforma l’uomo in figlio di Dio a immagine dell’Unigenito; lo introduce nella dignità sacerdotale, regale e profetica di Cristo. Infine, lo rende capace di un azione divina.
La prossima volta cercheremo di capire cosa vuol dire ricevere il sacerdozio di Cristo.

(…continua…)

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Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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