Legge divina


The Sermon on the Mount Carl Bloch, 1890

The Sermon on the Mount
Carl Bloch, 1890

Mi è giunta una mail in cui mi si chiede: «In che modo la legge divina agisce e influenza l’attività umana senza condizionarla?».

Questa domanda ci pone davanti a uno dei misteri dell’essere umano più difficili da capire, ma non impossibile. Proviamoci!
Intanto stabiliamo subito due punti.
Sé per legge divina intendiamo i Comandamenti, allora sappiamo che Dio li ha offerti per la piena realizzazione dell’uomo. In tal senso, la Chiesa, oltre a non averli mai cambiati, li tiene in grandissima considerazione indicandoli a tutti, quale via ottima per la salvezza e il bene, da vivere in questo mondo.
Sé invece per legge divina intendiamo la legge morale, allora, il fondamento lo troviamo nell’insegnamento di Gesù. Pertanto si tratta del messaggio evangelico che diventa «legge nuova» per l’uomo. Tutto questo è contenuto nella Rivelazione, nella Tradizione, nel Magistero della Chiesa e – attraverso la riflessione teologica – ci conduce verso una corretta comprensione del tema.

La norma biblica: insegnamento divino
La norma è opera della sapienza di Dio. In senso biblico, la possiamo definire come un insegnamento paterno. Si tratta della pedagogia divina. Essa prescrive all’uomo la condotta che conduce alla beatitudine promessa, vietando di percorrere le strade del male che allontanano da Dio e dal suo amore. Essa è – a un tempo – severa nei suoi precetti e soave nelle sue promesse.

La legge naturale
L’uomo partecipa della sapienza e della bontà del Creatore che gli conferisce la padronanza dei suoi atti e la capacità di orientarsi verso la verità e il bene. La legge naturale esprime il senso morale originario che permette all’uomo di discernere, per mezzo della ragione, il bene dal male, la verità dalla menzogna.
In questo modo, l’uomo comprende la via da seguire per compiere il bene e raggiungere la propria realizzazione. Pertanto, la legge naturale indica le norme prime ed essenziali che regolano la vita morale.
Possiamo aggiungere che la legge naturale è la luce dell’intelligenza infusa in noi da Dio. Grazie ad essa conosciamo ciò che possiamo compiere e ciò che dobbiamo evitare. Questa luce (legge), Dio l’ha posta all’interno della creazione ed è presente nel cuore di ogni uomo. Trova la sua stabilità nella ragione, è universale e la sua autorità si estende a tutti gli uomini.
La legge naturale esprime anche la dignità della persona e pone la base ai suoi diritti e ai suoi doveri fondamentali. Per i credenti, essa è aiuto nella scelta: “non ciò che piace a me”, ma “ciò che è giusto” agli occhi di Dio.
L’applicazione della legge naturale si diversifica molto; può richiedere un adattamento alla molteplicità delle condizioni di vita, secondo i luoghi, le epoche e le circostanze.
Tuttavia – poiché nelle società attuali i precetti della legge naturale non sono percepiti da tutti con chiarezza e immediatezza – affinché le verità religiose e morali possano essere conosciute senza difficoltà e senza errore, sono necessarie la grazia e la Rivelazione.

La legge nuova
La legge nuova è la perfezione della legge divina, naturale e rivelata. Questa perfezione è operata da Cristo e trova la sua espressione particolare nel discorso della montagna. Per noi oggi essa è opera dello Spirito Santo, per mezzo del quale, nel credente, diventa legge interiore della carità: «Io stipulerò con la casa d’Israele un’alleanza nuova. Porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo» (Eb 8, 8.10).
Meditando il “discorso della montagna” (le Beatitudini), come esposto dall’evangelista Matteo, ci si trova dinanzi alla “magna carta” della vita cristiana. Essa comprende tutte le norme che caratterizzano il vero credente.
Il discorso di Gesù svela le virtù nascoste nella legge morale naturale e fa scaturire nuove esigenze. Mette in luce tutta la verità divina e umana. Gesù non aggiunge nuovi precetti esteriori, ma riforma la radice delle azioni. Egli realizza il cuore che permette all’uomo di scegliere tra il puro e l’impuro. Aiuta lo sviluppo della fede, speranza e carità insieme alle altre virtù.
Per capire ancora meglio sarà opportuno aggiungere gli insegnamenti apostolici al discorso della montagna. In tal senso, invito alla riflessione dei seguenti brani:

  • Rm 12, 9-21;
  • 1Cor 12, 1-11;
  • Col 3, 1-6;
  • Ef 4, 1-6.

Abbiamo usato il termine “insegnamenti apostolici”. Con questo, intendiamo parlare della dottrina in cui si trasmette l’insegnamento del Signore con l’autorità degli Apostoli. La dottrina apostolica, inoltre, c’insegna anche a considerare i casi di coscienza alla luce del nostro rapporto con Cristo e con la Chiesa.
Infine, la legge nuova è chiamata legge d’amore, perché fa agire in virtù dell’amore che lo Spirito Santo infonde nel credente. Essa è detta anche legge di grazia, perché per mezzo della fede e dei sacramenti, conferisce la forza della grazia per agire bene. E anche legge di libertà, perché liberandoci dalla ritualità giuridica della legge antica, ci porta ad agire spontaneamente sotto l’impulso della carità facendoci passare dalla condizione di servi «che non sanno quel che fa il loro padrone» a quella di amici «perché tutto ciò che Cristo ha udito dal Padre l’ha fatto conoscere a noi» (Gv 15,15).

La legge ecclesiale
Riguardo la Chiesa – poiché in quest’epoca viviamo una società di tipo positivista –, si è resa necessaria la codificazione di una serie di norme. Queste diventano regole di comportamento, emanate dall’autorità ecclesiastica competente, in vista del bene comune.
Le norme che riguardano particolarmente tutti i battezzati sono contenute nei vari libri del Codice di Diritto Canonico. Tuttavia, in queste norme la Chiesa intende esplicitare la volontà di Dio, alla luce della verità di Gesù Cristo di cui è depositaria e sotto la guida dello Spirito Santo. La Chiesa ha, dunque, la facoltà d’interpretare e trasmettere gli insegnamenti di Dio agli uomini.

Conclusione: Natura e grazia, il mistero
L’azione divina sul creato si esercita attraverso diversità di leggi: fisica, meccanica, gravità, matematica, ecc. Anche l’uomo – pur essendo un essere speciale – rientra nella creazione. Pertanto, anche in lui Dio esercita la sua azione attraverso delle leggi, quelle suelencate. Vi è però una differenza fondamentale tra creato e creatura umana. La legge divina agisce e influenza l’attività umana, ma non la condiziona, perché l’uomo è un essere a cui Dio chiede di relazionarsi attraverso la libertà.
In questo modo, il desiderio di aderire agli insegnamenti di Gesù, la stessa inquietudine della conversione, sono da attribuirsi all’azione di Dio nello Spirito Santo. Poi, però sta a ciascun uomo scegliere di aderire oppure no.
Chi sceglie di entrare in relazione con Dio riceve un particolare dono che diciamo grazia. Con essa noi crediamo, vogliamo, desideriamo, ci sforziamo, lavoriamo, preghiamo, vigiliamo, studiamo, chiediamo, cerchiamo, capiamo cosa possiamo o non possiamo fare.

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Informazioni su donseb

Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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