La Trinità nell’uomo


1433066528_Festa SS TrinitàMi è stato chiesto cosa è l’inabitazione trinitaria nell’uomo.

Direi che la risposta è molto semplice.
Il termine in-abitazione significa «abitare dentro».
Per la teologia cattolica è corretto parlare d’inabitazione trinitaria, quando ci riferiamo al mistero per mezzo del quale la Santissima Trinità abita nel cuore di un credente che vive in stato di grazia.
Per ampliare la comprensione riferiamoci alla Sacra Scrittura.
Giovanni, nel suo Vangelo, raccoglie quest’affermazione di Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 23).
San Paolo, scrivendo agli Efesini afferma: «Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così […] siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio» (Cf. Ef 3, 17).
Ancora Giovanni, stavolta nella sua prima lettera, dice: «Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. Chiunque confessi che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1 Gv 4,12-13, 15-16).
In tutto il Nuovo Testamento, a volte si parla della presenza del Figlio, altre dello Spirito Santo; altre ancora del Padre e il Figlio. Tuttavia, conoscendo i movimenti interni alla Trinità, bisogna affermare questa verità di fede: «Quando parliamo di una delle Persone divine, stiamo parlando anche delle altre due».
Atanasio esprime molto bene come noi credenti confessiamo la fede trinitaria: «Questa è la fede cattolica, noi adoriamo un solo Dio nella Trinità e la Trinità nell’Unità. Senza confondere le Persone, né dividere la Sostanza. Perché c’è una Persona del Padre, una Persona del Figlio ed una dello Spirito Santo. Ma la Divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è tutta una: la gloria uguale e la maestà co-eterna. Così è il Padre, così il Figlio e così lo Spirito Santo […] chi vuol essere salvato, è necessario che professi la fede nella Trinità».
Molti Padri della Chiesa insistono sulla presenza di Dio Uno e Trino nell’anima del giusto; a volte anche solo in riferimento ad una delle persone. Ignazio di Antiochia fu detto, portatore di Dio (Theóforos). Ireneo insegna che il Figlio inviato dal Padre, rivela il Padre dentro di noi.
Tommaso d’Aquino, afferma che: «…inabitazione non significa che le Persone divine diventano nostra proprietà, ma solo che in modo imperfetto, per mezzo della grazia santificante, noi godiamo della loro compresenza. Questo, in attesa della visione beatifica e perfetta che avviene nella gloria del cielo.
Riguardo al nostro tema, i teologi moderni hanno cercato di spiegarlo attraverso la categoria filosofica di «missione» (deriva da mandato=invio). Per cui le Persone divine sono presenti all’uomo in funzione del dono di se stesse e della missione, e l’insediamento trinitario avviene in questo modo. Il Padre, essendo Principio senza principio, non è mosso (inviato) da nessuno, ma da se stesso viene a noi.
Il Figlio ha come sorgente (principio) il Padre, dunque, è «inviato» dal Padre.
Infine, lo Spirito Santo, avendo come principio, sia il Padre che il Figlio, viene inviato da entrambi (procede dal Padre e dal Figlio).
Per i credenti l’inabitazione trinitaria è una ricchezza sorprendente e straordinaria. Con Dio nel cuore non è necessario altro, nulla temere, nulla perdere.

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Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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