Chi ha scritto la Bibbia?


2re035aMi è stato chiesto di spiegare come mai, la Bibbia – essendo stata scritta da uomini – si possa definire Parola di Dio.

Si tratta di una domanda che riguarda in modo sostanziale il rapporto fra credente e Rivelazione divina.
L’argomento fu approfondito durante il Concilio Vaticano II, luogo in cui – i Padri conciliari – produssero un documento sulla Rivelazione divina dal titolo Dei Verbum, che tradotto vuol dire «Parola di Dio». Il documento inizia così: «piacque a Dio, nella sua bontà e sapienza, rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volontà». Si stabilisce, dunque, che il testo biblico espone la Rivelazione divina. «Con questa rivelazione – continua il documento – Dio invisibile, per il suo immenso amore, parla agli uomini come amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé» (DV 2).
A partire da questo dato possiamo affrontare il tema della scrittura biblica attraverso una nuova comprensione del rapporto che nel tempo si è stabilito fra Dio e gli uomini. Anzi, usando il testo della lettera agli Ebrei, possiamo affermare che: «Dio, il quale aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, al compimento dei tempi, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Cf. Eb 1, 1-2).
Sottolineiamo, allora, due novità. La prima riguarda Dio, il quale ha parlato (per mezzo di uomini con particolari carismi: i profeti) già in passato. La seconda riguarda Gesù Cristo, il quale venne in mezzo a noi come Parola di Dio (il Verbo) fatta umanità nella sua carne. Per mezzo suo, noi, abbiamo la rivelazione definitiva del progetto di Dio.
Il Concilio ci offre un’altra osservazione: «le realtà divinamente rivelate, furono messe per iscritto per ispirazione dello Spirito Santo». Vale a dire che «tutti i libri sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, sono stati scritti da uomini, sotto ispirazione dello Spirito Santo. Per questo hanno Dio per autore e con questa certezza sono stati consegnati alla Chiesa» (Cf. DV 11).
Una risonanza di questo dato, è presente in San Paolo che, scrivendo a Timoteo, dice: «fin dall’infanzia tu conosci le sacre Scritture […]. Tutta la Scrittura, infatti, è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia» (2Tm 3, 15-16).
Detto questo, dobbiamo capire che i libri sacri non sono arrivati all’uomo come piovuti dal cielo. Non dobbiamo immaginare che l’ispirazione raggiunga lo scrittore sacro in uno stato di coscienza alterato, rispetto al suo solito. L’ispirazione non è un intervento di tipo magico che, superando la naturale conoscenza umana, usa la penna dello scrittore per scrivere cose straordinarie, questa sarebbe pura fantasia.
Pertanto, l’ispirazione, quando è vera, rispetta i fatti storici e geografici, la lingua, la cultura e il mondo in cui vive lo scrittore sacro.
Sempre la Dei Verbum c’insegna che: «per la composizione dei libri sacri, Dio scelse e impiegò uomini in possesso delle loro facoltà e capacità e agì in essi e per mezzo di essi, affinché scrivessero come veri autori tutte le cose e soltanto quelle che egli voleva» (DV 11).
A questo punto consideriamo che dopo aver affermato che gli Scritti sacri hanno «Dio per autore», si dice che gli scrittori sacri sono anch’essi «veri autori». Occorre chiarire questo che sembra essere un controsenso. La parola «autore» ha due significati.
Sé riferita a Dio, indica l’Autore nel suo senso più vero e profondo. Lui, infatti, è l’origine della parola. Colui che suscita, ispira e spinge a scrivere solo ciò che egli vuole rivelare nel testo della Sacra Scrittura. Sé riferita agli uomini, indica coloro che materialmente hanno scritto i Libri sacri. Questo è avvenuto, nel loro tempo, attraverso la loro conoscenza, nella loro lingua e cultura. Sant’Agostino per primo afferma che «Dio ha parlato per mezzo di uomini nella maniera umana».
In questo modo, ciò che fu scritto da uomini, di tempi e luoghi diversi, guidati dallo Spirito Santo conserva la Rivelazione con cui Dio si è manifestato.
In conclusione i libri dell’Antico e del Nuovo Testamento sono senz’altro Parola di Dio.
La Bibbia come lettera di Dio agli uomini, scritta a più mani, continua ancora oggi a parlaci, in attesa che avvenga la manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo.

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Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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