Cosa cambia il Sinodo per la Famiglia?


sinodoMi è stato chiesto: «Cosa dobbiamo aspettarci dal Sinodo per la Famiglia? Saranno possibili quei cambiamenti di cui tanto si è parlato?».

Alla prima domanda rispondo brevemente. Al di là di tutte le teorie concrete, o fantastiche, che stanno seguendo alla Relazione finale del Sinodo, credo che l’atteggiamento più corretto sia quello di aspettare che Papa Francesco ci dia delle indicazioni precise.

Alla seconda – premettendo che non sono conservatore, né ho intenzione di fare apologia – rispondo sottolineando alcune contraddizioni.
Si parla tanto di aggiornare la Chiesa allo spirito del tempo, perché lo chiedono grandi masse di fedeli. Vorrei che queste affermazioni fossero dimostrate. In realtà, dove il cattolicesimo (sulla carta) è ben consolidato – Chiesa italiana, centro e sud americana o filippina – la partecipazione alla Messa festiva si attesta, mediamente, sul 9% dei fedeli. In Germania siamo intorno al 5%; Stati Uniti, Francia e Inghilterra 3%.
Riconoscendo un valore a questi numeri, mi chiedo se questa maggioranza sia qualificata per garantire la bontà della richiesta. Esiste un “resto” di battezzati che anche se non pratica è cattolico e pure a essi bisogna fare riferimento. Infine, davvero il desiderio di una qualsiasi maggioranza, allo stato attuale del pensiero umano, può considerarsi garanzia del giusto e della verità? Io non ci credo! Andiamo avanti.
Si aggiorna qualcosa che si considera vecchio, ma noi sappiamo che il Vangelo, in ogni epoca, ha mostrato di essere sempre «la novità». Allora, constatando che quasi tutti i cristiani disertano metodicamente la lettura e l’approfondimento dei testi che riguardano la fede: su quale base “alcuni” chiedono l’aggiornamento?
Ho l’impressione che molti (inclusi vari padri sinodali) hanno dimenticato che Gesù ai discepoli ha insegnato che il Vangelo va trasmesso così com’è – perché Parola di Dio – di cui la Chiesa è depositaria non padrona. Allora, cos’è successo perché (ora) “qualcuno” vuole adattare il Vangelo alle nuove ispirazioni della cultura mondiale?
A me non sembra che sia giunto il tempo del Regno di Dio sulla terra, specie in questo periodo. Perciò resta valido l’insegnamento del Cristo che vuole che noi ci adeguiamo al suo messaggio, non viceversa. Dunque la parola chiave non è “aggiornamento”, ma «conversione». Di fatto, la misericordia divina non può mai separarsi dalla sua giustizia. Altrimenti ne conseguirebbe un certo “buonismo”, utile e riduttiva argomentazione di chi supporta indifferentismo e relativismo religioso con conseguenze sociali.
Ci si auspica che la Chiesa – dialogando con il mondo – insegni la Dottrina in un linguaggio più adatto alla gente di questo tempo. La Chiesa ha sempre usato questa tecnica! Nell’antichità, ad esempio, la filosofia riproposta alla luce della rivelazione cristiana fu capace di dare un notevole impulso a quella cultura che per secoli guidò il mondo alla scoperta delle meraviglie dell’universo e della scienza. La Chiesa sa come entrare nella cultura e riscattarla dall’oscurità del pensiero umano. Semmai, il problema attuale è che pochi vogliono ascoltare la sua voce e alle sue proposte non è dato valore.
Spero che il Papa più che preoccuparsi di rispondere ai desideri della società (fosse anche cattolica), si lasci guidare dallo Spirito Santo che non fa mancare alla sua Chiesa il proprio sostegno. Se poi ci saranno scelte difficili da fare, non sarà né più né meno, il cammino che il cristianesimo ha compiuto fino a oggi nello sforzo di restare fedele al suo Signore.

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Informazioni su donseb

Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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Una risposta a Cosa cambia il Sinodo per la Famiglia?

  1. lorella ha detto:

    Ciao donSeb, sono d’accordo con te, condivido quello che hai sottolineato nell’articolo, spero anch’io che Papa Francesco sia illuminato e guidato dallo Spirito Santo in questo momento di transizione della chiesa cattolica.

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