Che ne sarà degli angeli ribelli?


"Caduta degli angeli ribelli", 1726 | 1729, Giambattista Tiepolo - Palazzo Patriarcale, Udine (Immagine da Wikipedia)

Una persona mi ha rivolto una domanda in questi termini: “In classe, durante l’ora di religione il professore parlando della fine del mondo ha detto che Dio perdonerà tutti. Ci sarà un perdono finale anche per gli angeli ribelli?”.

Non entro in merito alla preparazione del professore di religione. Sul tema del giudizio finale, è giusto sottolineare un fatto: se Gesù ne ha parlato, vuol dire che ci sarà. Ora, un giudizio finisce sempre con una condanna o con un’assoluzione. Se, come affermano in tanti, tutti saranno perdonati (attenti: non assolti, che è diverso) significa che non ci sarà alcun giudizio. In questo caso, dobbiamo dire che Gesù si è sbagliato. Sarà possibile?

Comunque il tema riguarda gli angeli e ad essa provo a rispondere.

Leggiamo questi tre scritti apostolici: «Dio, infatti, non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio» (2Pt 2,4). «Il Signore… tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora» (Gd 1, 5-6). «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» (Ap 12,7-9).

In questi scritti, notiamo che Dio ha posto gli angeli ribelli in una condizione di sottomissione in attesa di un giudizio finale. Un altro passo che riferisce la caduta del principe dei demòni, lo troviamo nel libro del Profeta Isaia. Egli afferma: «Come mai sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli?» (Is 14,12). Riguardo poi alla condanna definitiva, non potendo, in questo contesto, fare un’esegesi dei tanti passi biblici, per farmi capire riporto un bel testo tratto da un apocrifo, detto libro di Enoc. Questo libro risale al II sec. a.C., in esso leggiamo: «il Signore disse a Raffaele: “Lega Azazel mani e piedi e ponilo nella tenebra, spalanca il deserto, ponilo là. Al di sopra ponigli pietre tonde ed aguzze e coprilo della tenebra. Stia lì in eterno, coprigli il viso che non veda la luce». Lo stesso apocrifo in altro versetto aggiunge: «…non vi sarà per loro né perdono né pace».

Concludo, con una frase riportata dal solo Vangelo di Matteo: «…sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?». Come vedi, una volta di più si accenna al giudizio che attende gli angeli ribelli. Quindi non aver paura sono già stati giudicati e saranno condannati a tempo debito. Piuttosto, noi, restiamo nella grazia di Dio per essere giudicati degni del suo amore misericordioso ed entrare nella salvezza eterna.

Ciao.

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Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
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