Conoscenze online? No, grazie!


Faccio bene ad uscire con qualcuno conosciuto su internet?

Nella realtà, di solito, la gente non è come si presenta in “rete”.

Mi scrive una giovane per chiedermi se fa bene a uscire con un ragazzo conosciuto in una chat online. Rispondo a lei e, in generale, scrivo ai giovani che usano Internet.

Partiamo da un dato. Riguardo alle amicizie nate in “rete”, è dimostrato che nei casi in cui le persone non si sono mai viste prima, difficilmente si presentano per quello che sono nella realtà.

Sostanzialmente, Internet è uno schermo che offre informazioni, ma – diversamente da quanto avviene nella relazione personale – non da opportunità di sperimentare la realtà, tutto è “virtuale”, perciò quel che si presenta a noi, può essere vero quanto falso. A questo, bisogna aggiungere che molte persone sentendosi, in certo modo, protette dallo schermo smarriscono i propri valori, le proprie timidezze, spogliandosi delle proprie inibizioni. Questo suscita una sorta di “coraggio” che non si ferma – pur di offrire, di sé, l’immagine la più perfetta possibile – neanche dinanzi all’illegalità di fornire informazioni false in “rete”. Si consideri, poi, che proprio grazie alla possibilità di usare false identità, c’è chi si presenta bene ma, in fondo, ha intenzioni cattive come, ad esempio, frodare qualche malcapitato. Insomma in “rete” si può essere chi si vuole da entrambe le parti.

Detto questo, distante dall’apparenza reale – dove nessuno può nascondersi – la persona sceglie arbitrariamente quali informazioni dare, quali fotografie mostrare, con il risultato che eventuali difetti (per questo, anche i pregi) saranno facilmente nascosti.

Bisogna rilevare anche il fatto che proprio a causa di quest’ambiguità, anche quando gli incontri “virtuali” durassero anni, le persone non raggiungeranno mai la conoscenza reale l’una dell’altra; cosa che, invece, avviene nei rapporti personali dove la realtà è evidente, per cui solitamente dopo cinque, al massimo dieci minuti, ci si accorge se la persona è affine oppure no. Purtroppo i social network hanno educato già un’intera generazione alla filosofia che nel mondo virtuale «tutti sono simpatici a tutti» ma questo, appunto, è solo un dato “virtuale”.

Un mio giovane parrocchiano un giorno mi disse di essersi innamorato di una ragazza e che la frequentava ormai da più di un anno. Quando gli chiesi se la giovane fosse della nostra Parrocchia, rispose che non l’aveva mai vista di persona, poiché si erano conosciuti in Internet. Mi vennero in mente le tante discussioni che molti anni fa, sorsero sui matrimoni per procura e su quanto fosse difficile innamorarsi senza un’esperienza vivibile (fidanzamento) e visibile (la persona), oggi pare che Internet affermi che ciò è possibile, ma è solo un concetto “virtuale”.

Il problema sostanziale è che Internet, negli ultimi quindici anni, ha educato le giovani generazioni a un tipo di comunicazione efficiente ma del tutto impersonale. Di conseguenza, invece di aumentare le capacità sociali dei giovani, Internet aiuta a nasconderle.

Occorre, dunque, stare molto attenti, sono troppe le storie di adolescenti cadute in relazioni pericolose, iniziate senza troppa attenzione sui vari social networks. Questi tipi d’incontri, se si spostano dal mondo virtuale a quello reale, mettono a rischio, non solo le persone ma anche gli stessi rapporti umani rendendoli incerti e trasformandoli in qualcosa di puramente fisico in un tempo molto breve. Non sono rari i casi in cui una delle due persone scopre i difetti nascosti dell’altra, ma per diversi motivi non ha i mezzi per uscire dalla relazione.

Il mio consiglio, dunque, è questo: evitiamo di iniziare rapporti casuali online. Evitiamo, soprattutto, di uscire da soli con persone conosciute in rete.

Consiglio a tutti, in particolare i genitori che leggeranno questa risposta, di vedere un Film del 2010, dal titolo: «Trust» con Clive Owen e Catherine Keener. Vi indico brevemente la trama. Un’adolescente, per il suo compleanno, riceve dai genitori un computer. La ragazza emulando i giovani della sua età, conosce su una chat una persona che si presenta come coetaneo che condivide le stesse passioni. Con il tempo, l’identità di questo giovane comincia a vacillare e, per superare ogni dubbio, la giovane accetta di incontrarlo. L’incontro è traumatico, la ragazza si ritrova di fronte un uomo adulto che alla fine la costringe ad avere un rapporto sessuale. L’adolescente per la vergogna non racconta a nessuno dell’accaduto ma comincia a comportarsi in maniera strana tanto da preoccupare i genitori, i quali messi davanti all’evidenza, dovranno trovare una soluzione per superare il devastante dolore.                                         Don Sebastiano Mazzara Bologna

Annunci

Informazioni su donseb

Salve! Sono Don Sebastiano, sacerdote della Diocesi di Tivoli.
Questa voce è stata pubblicata in A domanda rispondo. Contrassegna il permalink.